I pesci d’acqua dolce.

In casa mia abbiamo da poco riscoperto i pesci di acqua dolce, lago, fiume o allevamento, che possono arricchire di gusto e salute la nostra alimentazione.

Sono un’ottima alternativa ad altri alimenti di origine animale, per il contenuto di proteine e soprattutto per l’abbondanza di grassi polinsaturi essenziali, che cioè non siamo in grado di produrre ma dobbiamo assumere con l’alimentazione.

Li conoscete certamente, gli Omega 3. Sono benefici per l’artrosi, per il colesterolo, per il cuore e la circolazione ma anche, e per me questo è il più bello, per il CERVELLO.

Non ci faranno diventare tutti dei geni ma favoriscono la vitalità delle cellule nervose, diminuendone il rischio di degenerazione, di cui io ho una tale paura, che ho arricchito la mia alimentazione con pesce e semi oleosi ricchi di Omega, che preferisco molto agli integratori.

Forse non possono fare miracoli, ma certo aiutano e poi, cosa mi costa? Tentar non nuoce.

Trote
Le trote

A proposito di costi io uso molto spesso la trota.  Ha un costo sempre molto contenuto, raramente supera € 10 al chilo sia nella varietà iridea, con carni bianche, che in quella salmonata con carni rosee ed è reperibile molto facilmente in qualsiasi pescheria o al supermarket.

Ha solo circa 86 chilocalorie per etto e una buona quantità di iodiofluorofosforoselenio, calcio. Si cucina facilmente, ha gusto delicato ed è facilmente digeribile tant’è vero che ci sono anche gli omogeneizzati di trota.

omogenizzati di trota

Io do molta importanza anche al fatto che è che una scelta molto corretta in termini di sicurezza alimentare. La trota infatti è molto sensibile ad ogni tipo di inquinamento e può vivere solo in acque pulite e limpide, sia torrenti che laghi. E giustamente pretende la stessa qualità dell’acqua anche negli allevamenti. E anche la qualità del cibo.

Trovo che sia rassicurante poter scegliere il nostro pesce italiano d’allevamento, soggetto agli alti standard ecologici dei disciplinari. Siamo i principali produttori di trote in Europa, dove viene riconosciuta e scelta la nostra qualità.

Cerchiamo anche il buon pesce persico italiano sui banchi del pesce, diffuso nei laghi lombardi e laziali. Da non confondere col “persico africano” che purtroppo troppo spesso troviamo in vendita. Impanato e servito con il risotto, come si fa sul Lago di Como, è un piatto unico gustosissimo ed economico.

E che dire dell’agone o missoltini , dell’alborella, del cavedano, del luccio, del lavarello o coregone, della carpa, della tinca. In carpione, alla brace, essiccati,con burro e salvia, con il risotto o la polenta…

cavedano
Il Cavedano

Me li ha fatti assaggiare l’Associazione Gente di Lago e di Fiume, che valorizza le acque interne italiane, laghi ma anche fiumi e torrenti. Dalla Sicilia al Trentino, tutta l’Italia è ricchissima di laghi e allevamenti che producono pesce di alta qualità.

Sono pesci forse un po’ meno facili da trovare di quelli di mare o di importazione ma meritano, assolutamente, e si sta cercando di incrementarne i quantitativi e di proporre nuove ricette “contemporanee” come si dice ora, oltre alle tradizionali.

luccio
Il Luccio
©italpescatoscana

Una curiosità sulle tinche e le carpe. Non è più la vecchia storia dei pesci che sanno di fango, pesca povera di tempi poveri. Mi hanno detto che Marco Sacco, due stelle al Piccolo Lago, sul Lago di Mergozzo, ha persino realizzato un menù dedicato alla carpa per dimostrare che tutto il pesce di acqua dolce è eccellente. Io questo non l’ho assaggiato, ma mi fido. Due stelle Michelin non sono mica bazzeccole.

Ho assaggiato invece la Tinca Gobba Dorata di Poirino del PianAlto di Poirino, vicino a Torino. Si, si chiama proprio PianAlto.
Non Alto Piano, ricordate il discorso sul cervello e gli Omega 3?

La Tinca Gobba Dorata del PianAlto Poirino

E’un pescetto di piccole dimensioni, non più di 100 grammi, dal gusto delicatissimo, ed è l’ unico  pesce DOP italiano.
Viene allevato in antichi invasi scavati nell’argilla e grazie al disciplinare di produzione non si usano mangimi zootecnici, ma solo granaglie prodotte nel Pianalto non OGM e mai soia.
Si realizzano piatti gustosissimi, tinca in carpione, tinca fritta, patè di tinca e risotto di tinca, accompagnati dai vini piemontesi dei vicini Monferrato e Langhe in ristorantini a conduzione familiare.

cucina della nonna - poirino

E se ancora avete voglia di bere qualcosina, fate una visita con degustazione al museo Martini a Pessione. E’ interessantissimo e suggestivo ed è a pochi chilometri.

Tra i pesci d’acqua dolce troviamo infine l’anguilla e il capitone, ma di queste non posso proprio parlarvene.

Sono passati almeno sessant’anni ma ancora ricordo che sotto Natale mio padre metteva le anguille in casa nella vasca di un bagno di servizio. E io non potevo nemmeno pensare di entrare e vedere quelle povere bestie simili a serpenti che guizzavano avanti e indietro.

Deve essere stato allora che ho imparato ad essere a tenuta stagna anche per molte ore.

I bagni erano solo due e avevo due sorelle vanitose e un fratello a cui cominciava a crescere la barba.

Ah, il bel tempo passato. I bei ricordi d’infanzia!

P.S. Ovviamente l’immagine del pesciolino rosso con le guanciotte è giusto per scherzare un po’.

–> Indicazioni e approfondimenti<–

La trota
L’invecchiamento sano del cervello
Gente di lago
Piccolo lago – il ristorante
La tinca del PianAlto di Poirino
Casa Martini

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Clara Giani
Ciao, io sono Clara Giani Sono una farmacista e mi sono sempre occupata di comunicazione scientifica rivolta sia ai medici che al pubblico, con interesse personale per i temi benessere e alimentazione. Oggi scrivo per il puro piacere di condividere ciò che ho imparato negli anni, e dire le cose che davvero sento. E con leggerezza di toni, senza estremismi ideologici, ma sempre con informazioni corrette. Rivolgendomi a tutti, ma spesso con attenzione ai temi dell'età matura. E così faranno tutti gli autori di questo blog, nel proprio specifico campo di interesse. Ci stiamo tutti impegnando a fondo, il che è sempre la miglior ricetta di eterna giovinezza. La stessa che auguriamo a tutti voi! A proposito, io ho 67 anni. Anzi no, 42. Non lo dico io ma la Società italiana di gerontologia e geriatria "Un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di un 55enne". Ah, ecco, mi pareva bene di essere ancora molto vispa! https://www.sigg.it/wp-content/uploads/2018/12/News_Quando-si-diventa-anziani.pdf